Solennità del Natale Anno B

Solennità del Natale Anno B

Dal vangelo secondo Luca


Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro (Lc 2,15-20).

È apparso per noi


È Natale: la comunità celebra con canti di lode e di ringraziamento la nascita di Gesù. Sono canti di persone umili intorno alla grotta: i pastori, Giuseppe e Maria.

Il filosofo Kierkegaard mentre era in carrozza nel buio della notte, invitava a spegnere le quattro lanterne ad olio sulla sua carrozza perché voleva vedere più nitida la luce delle stelle. Anche il cristiano deve spegnere le sue luci mondane per contemplare il mistero del Natale: “Si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini” (Tt 3,4)

È Natale: come credenti celebriamo un evento storico.  Credente non è uno che si sforza di mettere in testa ciò che bisogna credere, ma credere è donare il proprio cuore ad una certa luce perché si è scoperto che essa soltanto da risposta alle domande della mia vita. E qual è questa risposta? È un invito a diventare persone nuove, a far sorgere in noi, al di là di quanto ricevuto dalla nascita, una realtà che faccia di noi una sorgente originaria, creatrice. 

Il mistico Silesius scrive: “Cristo potrebbe nascere anche mille volte, ma se non nasce nemmeno una volta nel tuo cuore, sarebbe tutto inutile”.  E Cristo nasce quando Lui diventa per me un legame, un punto di riferimento, un significato profondo della mia vita
«Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere» dicono i pastori; essi appartengono a un’infima categoria sociale religiosa. Sono i primi però che hanno creduto alla Parola, hanno trovato il bambino, lo riconoscono come salvatore e lo annunciano.

Ma ti mancavo così tanto che sei venuto a cercarmi? Quando questa domanda spegnerà la sua punta di curiosità e di ricerca, quando non farà più nessun rumore nella mia anima, allora anche della festa del tuo Natale rimarrà solo una liturgia vuota, fatta di canti e incenso, ma dove il cuore guarda altrove.

Gesù non permettere che diventiamo così insensibili: tu vieni e noi ti giriamo le spalle. «Venne tra i suoi ma i suoi non l’hanno accolto». «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore»: aiutaci Signore a non rigettare le parole che non comprendiamo ma impariamo da tua Madre a serbarle nel cuore e meditarle.