Solennità di Maria SS. Madre di Dio

Solennità di Maria SS. Madre di Dio

Dal vangelo secondo Luca

 

Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.  I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo (2,16-21).

Beato chi accoglie il Salvatore nella fede


Il tema della liturgia odierna è la presenza di Dio nel tempo che si manifesta nella benedizione sacerdotale, nel volto e nel nome di Gesù, nell’effusione dello Spirito che guida il credente alla figliolanza di Dio.

Dio entra nel tempo: «Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti». A otto giorni dalla nascita, come prescrive il Levitico (13,2), Gesù viene circonciso; conosce il rito che simbolizza la sua appartenenza al popolo dell’alleanza, il suo inserimento nelle relazioni famigliari e sociali.
«Gli fu messo nome Gesù»: il nome proprio Gesù significa “Il Signore salva”, è un nome che simbolizza la sua vocazione personalissima. Dio salva l’uomo entrando in comunione con colui che ha bisogno di essere salvato: così la salvezza non è un’azione per l’altro, ma una relazione con l’altro. La salvezza dell’uomo, come divenire di Dio, esprime il fatto che essa è il desiderio di Dio per l’umanità intera.

«Maria da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore»: custodire indica la cura, l’attenzione, come quando si ha tra le mani una cosa preziosa. Ascolto prolungato, non di un momento, come indica il verbo al perfetto. Meditare: non è un conservare passivo, inerte, bensì un considerare vivo, che collega e confronta una cosa con l’altra, cercando di comprendere la logica profonda, la direzione e la verità delle cose che possono sembrare slegate o addirittura in contrasto tra di loro.

L’ascolto diventa interpretazione, senso della vita che solo personalmente si può dare.

Augurio nel giorno della pace: Quest’anno il tema della pace di papa Francesco è: La cultura della cura come percorso di pace. La pace scaturisce dal bene cercato e vissuto: il bene visto non come qualcosa da fare ma come modo di essere.

Nel nuovo anno che si apre cerchiamo di scorgere uno spicchio di cielo. «Ma cosa credete, che non veda il filo spinato, non veda i forni crematori, non veda il dominio della morte? Sì, ma vedo anche uno spicchio di cielo, e in questo spicchio di cielo che ho nel cuore io vedo libertà e bellezza. Non ci credete? Invece è così! … La mia vita è un ininterrotto ascoltare - dentro me stessa e gli altri - Dio. In realtà è Dio che ascolta dentro di me… Di sera, quando, coricata sul letto, mi raccolgo in te, mio Dio, lacrime di gratitudine mi inondano il volto ed è questa la mia preghiera». Tra le vittime delle camere a gas di Auschwitz del 30 settembre 1943 " secondo un rapporto della Croce Rossa " c'era anche lei, Etty (Ester) Hillesum di 29 anni.

Cerchiamo di vedere e coltivare uno spicchio aperto di cielo in ogni nostra giornata. Ora, infatti, tocca a noi riflettere nel nostro comportamento, la ricchezza e la luce che abbiamo ricevuto in dono.