XXII Domenica TO Anno B 2021

XXII Domenica TO Anno B 2021

Dal vangelo secondo Marco 

 

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, in­ganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo» (7,1-8.14-15.21-23).


Conservare o cambiare


1a. affermazione, tanto importante che è ribadita tre volte: «Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini»; «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione»; «Cosi annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi» (Mc 7,9-13).  La questione di fondo: il rapporto fra tradizione umana e volontà di Dio.
Dopo la digressione sulle abluzioni giudaiche, Marco deve riformulare la domanda: Perché i tuoi discepoli non seguono la tradizione degli antichi e mangiano con mani impure? Rifacendosi alla grande tradizione profetica,
Gesù oppone:
- l'adesione genuina alla volontà di Dio: che nasce dal cuore, cioè dal centro della personalità, dove si maturano le scelte libere e coscienti
- al conformismo falso; il secondo viene dalla pressione esterna dei modelli sociali che sfruttano la paura dell’individuo. Il comportamento conseguente alla pressione sociale è l'ipocrisia: l'adeguamento esterno e stereotipo alla norma. Ma non esiste più sottile e pericolosa ipocrisia di quella generata dall'equivoco e dalla manipolazione religiosa che fa passare un modello sociale per volontà di Dio. In questo caso l'autorità di Dio viene strumentalizzata per il controllo dei meccanismi umani di reazione. In questi casi la volontà di Dio è esposta alla berlina, può essere snobbata o esclusa come qualsiasi legge o norma umana esterna.

Gesù presenta un esempio perfettamente calzante in proposito: il comando divino circa i genitori e lo strattagemma del korbàn (cfr. Mt 15,4-6; Mc 7,10-13):
Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. Voi invece dite: Se un uomo dice al padre o alla madre: Tutto ciò con cui potrei assisterti korbàn, cioè offerta (sacra), non gli permettete più di fare nulla per suo padre e sua madre rendendo vana la parola di Dio per la tradizione che voi trasmettete. E molte altre cose simili fate.
Se il precetto di onorare i genitori, cioè di mantenerli, secondo il linguaggio biblico, viene ridotto a una prescrizione giuridica esterna, l'uomo sarà abbastanza abile per aggirarlo e giustificare moralmente e religiosamente il suo comportamento. Così la consacrazione per voto dei propri beni a Dio, il korbàn, esonerava il figlio dall'obbligo di assistere materialmente i propri genitori, perché le cose offerte a Dio erano intoccabili. E questo è veramente il modo più elegante e astuto per rendere l'uomo impenetrabile e refrattario alle esigenze della volontà di Dio.

2°. affermazione: «Rendeva puri tutti gli alimenti». Non sono le cose esterne che possono rendere l'uomo impuro, cioè inabile all'incontro con Dio, ma è il rapporto che l'uomo stabilisce con le cose che decide della sua posizione davanti a Dio. I farisei solevano purificarsi prima della preghiera, evitavano pagani e peccatori, si lavavano scrupolosamente le mani prima dei pasti, compivano abluzioni al ritorno dal mercato, distinguevano fra cibi puri e impuri.
È una seconda forma palese di ipocrisia: si cura l'esterno e si dimentica l'interno. Si combatte il male dove non c'è per evitare di cercarlo là dove veramente esso si annida, cioè dentro di noi.
Il principio enunciato da Gesù è rivoluzionario. Non è solo un principio di etica più razionale, ma è il risvolto etico dell'annuncio del regno; per questo Marco sottolinea ancora una volta l'incomprensione dei discepoli, come davanti alle parabole del regno e ai miracoli di Gesù. Il regno di Dio e la sua giustizia, che sono divenuti vicini in Gesù, esprimono anche l'ultima intenzione della volontà di Dio: l'integrità e la libertà dell'uomo.
Lo spostamento dal fuori al dentro è la vera novità = discernimento del cuore = coscienza -  “siete anche voi così privi di intelletto?” : dunque non un giudizio sui difetti degli altri, ma un avvertimento per noi;

Il grande pericolo, per i credenti di ogni tempo, è di vivere una religione dal «cuore lontano», fatta di pratiche esteriori, di formule recitate solo con le labbra; di compiacersi dell'incenso, della musica, della bellezza delle liturgie, ma non soccorrere gli orfani e le vedove. Il pericolo del cuore di pietra, indurito, per Dio e dai poveri è quello che Gesù più teme. «Il vero peccato per Gesù è innanzitutto il rifiuto di partecipare al dolore dell'altro», e l'ipocrisia di un rapporto solo esteriore con Dio.
 Ogni cosa è pura: il cielo, la terra, ogni cibo, il corpo dell'uomo e della donna. Come è scritto: «Dio vide e tutto era cosa buona».
Gesù benedice di nuovo le cose, compresa la sessualità umana, che noi associamo subito al concetto di purezza e impurità, e attribuisce al cuore, e solo al cuore, la possibilità di rendere pure o impure le cose, di sporcarle o di illuminarle. Il messaggio festoso di Gesù, così attuale, è che il mondo è buono, che le cose tutte sono buone, che sei libero da tutto ciò che è apparenza. Che devi custodire invece con ogni cura il tuo cuore perché è la fonte della vita.