XXVI Domenica Anno C

 

XXVI Domenica Anno C

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo» (Gv 1,47-51).

Festa di San Michele Arcangelo, patrono della parrocchia

Nel mondo biblico troviamo tanti testi che ci parlano degli angeli e in genere della corte celeste: «mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano» (Dn 7,10, prima lettura).
Vengono nominati i Cherubini, che sostengono e muovono il trono dell’Altissimo; si parla dei Serafini, spiriti ardenti, che cantano la santità e la gloria di Dio; e ancora, vengono menzionati gli Angeli, che presentano le preghiere e accompagnano i defunti a Dio. Inoltre sono presentati anche gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

Michele significa: Chi è come Dio? Gabriele: Fortezza di Dio, Raffaele: Medicina di Dio. Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio è mandato Michele, perché si possa comprendere, dall'azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio. L'antico avversario che bramò, nella sua superbia, di essere simile a Dio, dicendo: «Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono…mi farò uguale all'Altissimo» (Is 14, 13-14, invece «invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso» (v. 15). In tutta l’iconografia cristiana, Satana viene presentato in atto di combattere con l'arcangelo Michele, come è detto da Giovanni, nella seconda lettura: «Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago» (Ap 12, 7).

A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato Fortezza di Dio; egli veniva ad annunziare colui che si degnò di apparire nell'umiltà per debellare le potenze maligne. Doveva dunque essere annunziato da «Fortezza di Dio» colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte guerriero. Raffaele, come abbiamo detto, significa Medicina di Dio. Egli infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato «Medicina di Dio» colui che venne inviato a operare guarigioni.

Gli angeli sono figure personali della protezione e della sollecitudine di Dio. Nel salmo 91 la confidenza e la fiducia in Dio viene fondata anche con il seguente argomento: «Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi» (v. 11). Partendo da simili affermazioni si è formata nella storia della pietà religiosa la convinzione che Dio ha messo accanto ad ogni uomo, un particolare angelo custode. Questa convinzione ha un sostegno nell’affermazione di Gesù a riguardo dei bambini: «Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18,10). Gli angeli vengono da Dio «inviati in servizio, a vantaggio di coloro che devono essere salvati» (Ebr 1,14). La nostra Eucaristia è una «concelebrazione» in cui ci uniamo ai Serafini nel triplice canto: «Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti» (Is 6,2).

Il Vangelo di oggi ci racconta l’incontro tra Gesù e Natanaele. Gesù conosce bene Natanaele, anche se lo incontra per la prima volta, perché egli conosce tutti (2,24) e sa cosa c'è nell'uomo (2,25). E Gesù dà a Natanaele una prova di conoscerlo bene: egli l'ha visto quando era sotto il fico. Sedere sotto il fico significa meditare e insegnare la Scrittura. Natanaele, dunque, è un uomo applicato allo studio della Scrittura che cerca e attende la venuta del Messia. Natanaele, toccato nell'intimo del suo cuore per la conoscenza che Gesù ha di lui, riconosce in Gesù il Messia ed esclama: "Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele" (v. 49).

Con la sua fede nel Messia, Natanaele è già disposto ad un'ulteriore rivelazione di Gesù, che gli dice: "Vedrai cose maggiori di queste!" (v. 50). Gesù parla di una rivelazione continua del Padre, di un movimento di salita e discesa degli angeli, richiamando la scena di Giacobbe, nella quale il patriarca "fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa" (Gen 28,12). Gesù è la rivelazione del Padre, è il punto di unione tra cielo e terra, è il mediatore tra Dio e gli uomini, è la nuova scala di Giacobbe di cui Dio si serve per dialogare con l'uomo. In Gesù l'uomo trova il luogo ideale per fare esperienza di Dio che salva. La piena e definitiva rivelazione di Dio si avrà solo in Gesù risorto e seduto alla destra del Padre nei cieli, dove salgono e scendono gli angeli di Dio.
Per poter partecipare a questa visone celeste è bene ricordare quello che un monaco del deserto del IV° secolo diceva ai suoi discepoli: “Così come è impossibile vedere il proprio volto in acque agitate, allo stesso modo l’anima, se non è libera da pensieri estranei non riesce a contemplare Dio”.
Il cammino spirituale è tracciato: avere la libertà interiore di aderire alla verità di Dio, al di là dei propri schemi mentali, dei propri sentimenti che offuscano la lettura del reale. Come Natanaele che abbandona le sue credenze sul Messia legate alla cultura della sinagoga: «Può venire qualcosa di buono da Nazaret?» (Gv 1,46) e abbraccia la novità che gli si presenta: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità» (Gv 1,47).

 

Ultimi Articoli:
I Domenica di Avvento Anno A
XXXIV Domenica Anno C
XXXIII Domenica Anno C
La pistola del cassiere del Rizzoli che sparò a Mussolini
XXXII Domenica Anno C
XXXI Domenica Anno C
SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI
XXX Domenica Anno C
XXIX Domenica Anno C
XXVIII Domenica Anno C