I DOMENICA DI QUARESIMA ANNO C

I DOMENICA DI QUARESIMA ANNO C


Dal Vangelo secondo Luca

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane". Gesù gli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo". Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: "Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo". Gesù gli rispose: "Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto". Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". Gesù gli rispose: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato (4,1-13).


La prova di Gesù
 

Dopo aver ricevuto il Battesimo Gesù è sottoposto alla prova: il maligno vuole far deviare Gesù dalla sua strada di figlio di Dio. Gesù è venuto per mostrare al mondo il volto del Padre, vivendo da figlio, e ora, all’inizio della sua vita pubblica è tentato proprio nella sua missione di mostrarsi “Figlio di Dio”, obbediente a lui. “Se sei Figlio di Dio…”.  Satana suggerisce a Gesù di percorrere una via messianica conforme alle attese popolari, che si fondano sui bisogni della vita biologica non sui valori del Regno.

“Ebbe fame”. Le tentazioni hanno come esca le tre fami fondamentali dell’uomo, in relazione rispettivamente alle cose (possesso), alle persone (potere) e a Dio (volere). Ogni peccato ripete quello di Adamo: impadronirsi del dono, staccandolo dalla sua sorgente. Gesù però non si mostra Figlio facendo miracoli a proprio vantaggio; non piega Dio ai desideri istintivi dell’uomo. Nel suo cuore brilla un messaggio, una parola. "Sta scritto…”.  Gesù trova la forza di vincere le tentazioni ricorrendo alla parola di suo Padre; sperimenta che il primo pane, sorgente di vita, è l’amore che riceve da Dio.

La tentazione è sempre una scelta tra due amori, e Gesù è di fronte ad un bivio: conformarsi alle attese del popolo, del mondo, delle pulsioni istintive o attenersi alla parola di Dio? Questa è anche la prova la prova personale e quotidiana interna a noi stessi e al nostro mondo.
La storia di tutti i giorni insegna che ognuno di noi può essere tentato di ridurre i suoi sogni a pane, a denaro, di trasformare tutto, anche la terra e la bellezza, in cose da consumare.
Ognuno di noi può essere tentato dal piacere di comandare, decidere, arrivare più in alto. Io so la strada, dice lo Spirito cattivo: venditi! Vendi la tua dignità, la tua libertà e baratta l'amore, la famiglia...
Ognuno di noi può essere tentatore di Dio: fammi, dammi, risolvi i miei problemi, manda i tuoi angeli. Buttarsi nel vuoto e aspettare un volo d'angeli, non è fede, ma la sua caricatura: cercare il Dio dei miracoli, il bancomat delle grazie, colui che agisce al posto mio invece che insieme con me, è una parodia della relazione d’amore, della fede.

«Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato». Per Luca la tentazione massima che Gesù deve superare è l’assalto supremo di Satana nel momento dell’agonia: Gesù dovrebbe rifiutare il suo destino ultimo, la prova estrema della Croce; rinuncerebbe così ad essere il Figlio fiducioso e obbediente al Padre. Gesù invece pronuncia il suo sì definitivo e si abbandona totalmente al suo destino: «Nelle tue mani, Padre, affido il mio spirito».

All’inizio della Quaresima ci viene proposta questa pagina di Vangelo per riflettere sulla tentazione di Satana che mostra a tutti un Dio immaginario che smonta e rimonta la natura e le sue leggi, a piacimento, come fosse il suo giocattolo; un Dio che è una assicurazione contro gli infortuni della vita, che salva da ogni problema, che ti protegge dalla fatica di avanzare passo passo, e talvolta nel buio. Inoltre il Vangelo di oggi ci fa riflettere sulla risposta di Gesù che non gli angeli, ma «la Parola opera in voi che credete» (1Ts 2,13). Che Dio interviene con il miracolo umile e tenace della sua Parola: lampada ai miei passi; pane alla mia fame; mutazione delle radici del cuore perché germoglino relazioni nuove con me stesso e con il creato, con gli altri e con Dio.

 

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