X Domenica – Corpus Domini Anno B

X Domenica – Corpus Domini Anno B 2021

Dal Vangelo secondo Marco

 

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi (14, 12-16. 22-26).


Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.


“Il primo giorno degli azzimi quando si immolava la Pasqua” azzimi: ultima cosa fatta in schiavitù, non c’era il tempo per far lievitare il pane, bisognava partire verso la libertà
Ancora oggi nella notte che precede la Pasqua tutta la famiglia cerca il lievito per la casa per eliminarlo, non solo quello materiale ma tutto ciò che è male, schiavitù: istinto malvagio, arroganza, superbia, durezza di cuore, menzogna… chi vive di queste passioni non è libero.

L’eucarestia va collocata in questo clima pasquale.
Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappetti…: salire in alto, fuori da quei criteri e valori seguiti da tutti; qui si ragiona in modo opposto al piano inferiore. Per essere autentica l’eucarestia deve essere celebrata da chi ha fatto un capovolgimento dei valori.

Sala grande: accogliente …spingili tutti ad entrare; anche chi ha avuto una vita sbandata… non si giudica nessuno non si spettegola, non si rinfacciano gli errori commessi, basta che riconoscano il senso che celebrano. Arredata con divani: nel celebrare la festa gli ebrei si erano adeguati ai romani che mangiavano sdraiati, posizione che indica comodità e libertà nei gesti; hanno lasciato al piano terreno tutte le loro schiavitù, altrimenti non a senso partecipare al banchetto. Istinti: possesso, rancori, rimorsi attivati dall’orgoglio perché infrante la propria immagine, menzogne, immagine di Dio severo… come fai a celebrare l’amore gratuito. Non siamo perfetti ma con la coscienza che quella celebrazione può liberarci.

“Mentre mangiavano prese il pane…” Gesù sa che morirà tra poco; vuole che l’uomo nuovo che tanto ha predicato e per il quale ha speso la sua vita, continui a vivere nei suoi discepoli e in tutti gli uomini del mondo; e perché ciò si concretizzi vuole porre un segno, lasciare un gesto che ricordi questa nuova vita.
Pronunziata la benedizione: benedire è riconoscere che tutto ciò che alimenta la tavola è un dono della sua bontà, non più oggetti di accumulo (piano terreno) ma destinato a tutti (superiore); la benedizione è un inno alla fedeltà di Dio che ha liberato il suo popolo.

Lo spezzò: presa di coscienza di essere ospiti di Dio, commensali non rivali intorno ad un dono

«Prendete questo è il mio corpo»: Prendete, questo è il mio corpo. Il verbo è preciso e nitido come un ordine: prendete. Stringente e senza alibi. Gesù non chiede agli Apostoli di adorare, contemplare, venerare quel Pane, dice molto di più: io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell’intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita.  Nel suo corpo Gesù ci dà tutta la sua storia, di come amava, come piangeva, come gioiva, ciò che lo univa agli altri: parola, sguardo, gesto, ascolto, cuore. Prendete questo corpo, vuol dire: fate vostro questo mio modo di stare nel mondo, il mio modo libero e regale di avere cura e passione per ogni forma di vita.

Prendete: gesto cosciente di chi accetta questa proposta; mangiare è assimilare questa sua storia di vita donata: significato dell’eucarestia, significato provocatorio. Vuoi unire la tua vita alla mia vita donata? Prendi e mangia: Paolo VI: dite beati gli invitati alle nozze dell’Agnello. Mangiare quel pane è una proposta d’amore.
Che si estende fino ad abbracciare tutto ciò che vive quaggiù sotto il sole, i poveri, gli scartati, e poi i nostri fratelli minori, le piccole creature, in un rapporto non più alterato dal verbo prendere o possedere, ma illuminato dal più generoso, dal più divino dei verbi: donare.




 

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