XIX Domenica TO Anno B

XIX Domenica TO Anno B


Dal vangelo secondo Giovanni
 

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (6, 41-51).


Sono io il pane vivo disceso dal cielo


Mormorare significa contestare, indignarsi per quello che hanno sentito. Perché reagiscono in modo così duro?
Come può costui, figlio di Giuseppe, il carpentiere, pensare di essere l’incarnazione della sapienza di Dio. Per gli ebrei la parola di Dio si incarna nella torah, in un libro. Per i musulmani è il Corano. Per i cristiani la sapienza di Dio si è fatta carne, non un libro.
Quale messaggio per noi oggi?
Intanto i Giudei mormoravano… Per Giovanni, giudeo, è qualsiasi persona che rifiuta la proposta di Gesù e non vuole alcuna altra parola nuova, gli basa quella che ha nel suo cuore
anche oggi possiamo confondere il pane di vita con qualche pratica religiosa, che ci ha nutriti finora con qualche devozione (Madonna dell’Arco I° venerdì del mese…) che non può colmare il bisogno di vita; attenzione quindi al giudeo che è in noi; Gesù ci aiuta a scoprire il giudeo che è in noi, il quale giustifica la propria convinzione di fede

«Non mormorate tra di voi»: come difendono le loro posizioni i giudei: parlano tra di loro non si confrontano con Gesù; Ma come? Pretendi di essere il pane piovuto dal cielo? Ma sei venuto come tutti da tua madre e da tuo padre. Tu vuoi cambiarci la vita? E facendo quello che fa il pane con il nostro corpo, che si nasconde e scompare nell'intimo, e non fa rumore. No, il Dio onnipotente dovrebbe fare ben altro: miracoli potenti, definitivi, evidenti, solari. Ma Dio non fa spettacolo. In fondo è la stessa critica che mormoriamo anche noi: che pretese ha sulla mia vita quest'uomo di duemila anni fa? Lui pensa davvero di farci vivere meglio?
Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; la fede è un dono, non un frutto della nostra razionalità. Un angelo apre il futuro. Prima Lettura: Mangia ci stanno altre prospettive…
DONO. Tutti saranno istruiti… siamo sintonizzati con la Parola del Figlio, c’è una voce interiore se non l’abbiamo soffocata, che ci dice che ha ragione lui.
 Sorge una domanda: di cosa nutro anima e pensieri? Sto mangiando generosità, bellezza, profondità? Oppure mi nutro di egoismo, intolleranza, miopia dello spirito, insensatezza del vivere, paure? Se accogliamo pensieri degradati, questi ci faranno persone degradate, come loro. Se accogliamo pensieri di Vangelo e di bellezza, questi ci trasformeranno in custodi della bellezza e della tenerezza, il pane che salverà il mondo.






 

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