VI Domenica di Pasqua Anno B

VI Domenica di Pasqua Anno B

Dal vangelo secondo Giovanni


Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri (15,9-17).

Un amore gratuito che fa saltare le frontiere


Amare? Sì. Ma non importa chi? L’umore non ha frontiere, risponde Gesù. Supera gli steccati umani, anche religiosi. È un dono gratuito, totale. Senza dubbio tutto questo è incomprensibile e impossibile secondo concetti umani. Tuttavia questo è il Regno, questa la novità radicale introdotta dalla Pasqua del Cristo. Quanta strada deve ancora percorrere il Regno, perché si stabilisca realmente in noi!

È la prima lettura di oggi (At 10,25-27.34-35.44-48) che introduce questo tema che si è rivelato importante anche per la chiesa delle origini. La prima comunità cristiana vive il rapporto con Dio in uno schema religioso e crede che solo comportandosi così si possa vivere la vera fede. Dio invece presenta altri percorsi che noi non abbiamo mai valutato. Nel racconto degli Atti si verifica un cambio di mentalità della chiesa primitiva.

Si presenta in questo brano degli Atti il pericolo dello schema a cui ci siamo affezionati: ma è Dio che ci salva, non lo schema o il percorso.
«Come il Padre ha amato me così io ho amato voi»: qui si parla di schema, di protocollo? No, ma di relazione. Non questo o quel modo ma tutti i modi purché vivano l’amore del Padre.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici: si parla di amore, di agape. È l’esperienza della vita nuova del cristiano ricevuta nel battesimo. È l’esperienza di essere accolti e amati da Dio che crea una pulsione a desiderare il bene dell’altro. Il bene ricevuto lo si propaga: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.
Amatevi come io vi ho amati: significa prendere Gesù come misura alta del vivere. Infatti quando la nostra è vera fede e quando è semplice religione? «La fede è quando tu fai te stesso a misura di Dio; la religione è quando porti Dio alla tua misura» (D. Turoldo).


 

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