XXVII Domenica Tempo Ordinario Anno A - S. Petronio

XXVII Domenica Tempo Ordinario Anno A - S. Petronio

 

Dal Vangelo secondo Matteo

 

Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato (23,8-12).

Una Chiesa in festa


Oggi Bologna festeggia il suo Patrono, il vescovo Petronio e aggiunge alla lista dei suoi Santi Padre Olinto Marella che proprio oggi viene proclamato Beato nella solenne celebrazione fatta in Piazza Maggiore. Due figure che illuminano il cammino cristiano della Chiesa bolognese.

La devozione ai Santi non è un atto fine a sé stesso; nella devozione il Santo diventa una via che porta all’infinita ricchezza di Cristo. Di questa ricchezza ogni Santo ne vive un aspetto, una particolarità come ci ricorda S. Paolo nella seconda lettura (Rm 12,3-13): «Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia».
La santità nella vita cristiana si manifesta in molti modi, diversissimi uno dall’altro. C’è chi esprime il suo amore a Cristo con una vita impegnata nella penitenza, come gli eremiti, i monaci del deserto, coltivando con fedeltà i tempi della liturgia e della preghiera personale e comunitaria, e c’è chi ha dedicato la sua vita al bene dei fratelli dalla mattina a sera senza orari fissi.
Tra questi c’è il beato don Marella, vera incarnazione della bonomia bolognese, caratteristica che il card. Zuppi definisce così: è la bontà del cuore, la semplicità di modi, la mitezza che spinge per la comprensione, nostra vera forza. La bonomia relativizza lo scontro, cerca con pazienza le ragioni del vivere assieme, aiuta l'altro a tirare fuori la parte migliore, accoglie e fa sentire accolti. La bonomia è assai diversa da buonismo che ne è la caricatura e la deformazione.

Don Marella è conosciuto per il suo impegno nell’accoglienza dei ragazzi per dare loro un’opportunità di vita. Ed è ancora il cardinale che sottolinea come l’accoglienza ci permette di scoprire il Signore. L’altro diventa il mio prossimo se io lo tratto come tale anche quando ancora non lo è e l’accoglienza è l’inizio di questa scoperta. Altrimenti l’altro mi appare, facilmente, un nemico. Accoglienza non è affatto aprire al pericolo, ma alla vita. San Petronio, che tiene tra le mani tutta la città, ci ricorda che tutti sono da amare, senza distinzioni e preferenze, anzi iniziando dagli ultimi.

Il vangelo di oggi ci ricorda un atteggiamento di fondo che dobbiamo evitare: è l’atteggiamento ambizioso e orgoglioso di chi, responsabile della comunità, si proclama maestro, padre e leader pavoneggiandosi più dei titoli altisonanti che non dell’imitazione del Signore Gesù. Matteo oggi ci ricorda, con queste poche frasi evangeliche, che il vantarsi non si tratta tanto di una puerile vanità quanto di un’inammissibile pretesa di superiorità all’interno della Chiesa.

Pensando alla vita del beato Marella troviamo l’esegesi più pura e autentica di questo brano evangelico.