DOMENICA DELLA SS. TRINITA’

DOMENICA DELLA SS. TRINITA’

Dal Vangelo secondo Giovanni


«In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. “Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà» (16,12-15).
 

Verso la pienezza della verità


Il brevissimo passo evangelico proposto dalla liturgia nella domenica di oggi può essere considerato come una finestra appena socchiusa, ma preziosissima che ci permette di dare uno sguardo all’interno del mistero di Dio. Se guardiamo la storia dell’umanità vediamo che da sempre, tutti i popoli, si sono rivolti a qualcuno, chiamato con diversi nomi, considerato superiore alla natura umana, con il potere di intervenire nella storia dell’uomo. Anche oggi le religioni presentano un Dio ai loro fedeli. Ma la domanda che nasce è la seguente: quale immagine ha il cristiano del suo Dio? Seguendo la Scrittura osserviamo che la bibbia non fa ragionamenti su Dio ma racconta quello che Egli fa. Ci dice qualcosa della sua vita intima che è presentata come una comunione di amore. Parla del Padre da cui tutto ha origine, che è Amore e solo amore, che si è fatto vedere nell’incarnazione di Gesù, e poi ci parla dello Spirito che è la persona che unisce il Padre e il Figlio in una relazione amorosa.

Ci interessa conoscere questa vita intima di Dio perché nel suo disegno ci ha destinati fin dall’eternità ad essere introdotti nella sua vita d’amore, come ci insegna Paolo in una lettera che scrive ai primi cristiani di Efeso: «Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere coinvolti nella sua vita di amore predestinandoci a essere per lui figli adottivi» (Ef 1,3-5). Solo in questa prospettiva e solo se questo è il nostro destino il cristiano trova un senso al suo esistere.

Il Battesimo lo introduce in questa possibilità di vivere d’amore, di essere un uomo nuovo che non vive più sotto l’impulso dell’egoismo (la carne) ma secondo il principio dell’agape divina. Nell’abbraccio trinitario (“Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”) il battezzato riceve l’impronta delle persone della Trinità: la carità del Padre, ricchezza gratuita per la vita del mondo, la fede del Figlio nell’abbandono sicuro alla volontà del Padre, la libertà dello Spirito riguardo al futuro che fonda la speranza del credente.

Lo Spirito «vi guiderà a tutta la verità», vi ricorderà che una vita riuscita è quella donata per amore come quella di Gesù «e vi annuncerà le cose future», cioè quello che avrà valore delle nostre opere dopo la nostra morte. Lo Spirito attiva nel battezzato lo sguardo verso un futuro di gloria fondandosi sulla Speranza.
Nel dogma della Trinità c'è un sogno per l'umanità. Se Dio è Dio solo in questa comunione di doni, allora anche l'uomo sarà uomo solo nella comunione.


 

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