Carlo III di Borbone a San Michele in Bosco

“Addì 7 Ottobre 1732 in giorno di Martedì giunse a questo chiostro l’Altezza Reale Don Carlo, Duca di Parma, con il suo nobile seguito di Principi e Cavaglieri”. Così ci tramandano le antiche memorie del Convento. Carlo di Borbone, a quel tempo sedicenne, era figlio di Filippo V Re di Spagna, il primo Borbone sul trono di Madrid.

Le fortune di Carlo derivavano dall’abilità e dal fascino (anche se era tutt’altro che bella) della madre Elisabetta Farnese, che era divenuta la seconda moglie del Re. Il Cardinal Alberoni, diplomatico farnesiano alla corte spagnola, ascoltatissimo da Filippo V, ebbe un ruolo centrale nelle fortune di Elisabetta che, come lui, proveniva dal Ducato di Parma e Piacenza. Ancor prima della morte dei due figli di primo letto del monarca spagnolo, Elisabetta e il Cardinale iniziarono a dispiegare tutta la loro abilità nel teatro della diplomazia europea, nelle scosse di assestamento fra le varie guerre di successione nella prima metà del ‘700.

Un primo risultato fu l’investitura di Carlo (al momento un fratellastro, figlio della prima moglie del Re, era ancora vivo) a Duca di Parma. Fu nel viaggio verso la sua nuova patria che Carlo si fermò per un paio di giorni a San Michele in Bosco. Qui pernottò nella foresteria, l’attuale Sala Bacchelli. La sera, prima della cena, raccontano le cronache: “ … essendosi degnato con ogni clemenza a mettere al baccio della mano li padri abati”.

Passano due anni ed ecco riapparire a San Michele Carlo, questa volta nella veste di Gran Generale dell’esercito spagnolo, e sulla strada di Napoli dove, dopo aver lasciato il trono di Parma al fratello Filippo, sarebbe divenuto il primo Re Borbone del Regno delle Due Sicilie. Questa volta per i monaci vi furono grossi problemi poiché fra dentro e fuori il convento, per due giorni, si dovettero sistemare quasi 2000 armati. Il nuovo futuro Re di Napoli lenì le angosce contabili dei poveri frati con un cospicuo donativo in denaro e benefici vari, tant’è che le cronache del Monastero parlano con grande entusiasmo dell’”invasione” da parte delle truppe di Carlo a San Michele.

Carlo fu a Napoli un grande Re, resse il regno per 25 anni; inaugurò una dinastia che, pur fra luci ed ombre, ebbe una grande storia, ben diversa e più veritiera di quella descritta dalla storiografia ottocentesca post-risorgimentale. Infine Carlo, con il nome di Carlo III, divenne Re di Spagna, lasciando il trono di Napoli al terzogenito Ferdinando di Borbone.

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