San Michele in Bosco: i “cannoni di maggio”

Se si osserva la bellissima facciata della Chiesa di San Salvatore tra le vie Cesare Battisti e IV Novembre si può vedere che il cornicione più alto della maestosa facciata del tempio è parzialmente sbrecciato. Si tratta quasi sicuramente di un danno bellico provocato da un colpo di artiglieria delle postazioni dell’esercito austriaco che erano poste anche a San Michele in Bosco.

Da dove fu sparato quel colpo? Facciamo un passo indietro. Nel famoso 8 agosto 1848 la città si era ribellata alle forze imperiali che erano entrate nello Stato Pontifìcio per ripristinare il potere dei Papi. Prima c’era stata la drammatica stagione in cui Pio IX, pur piuttosto maldestramente, aveva tentato di governare un processo di riforma, che era fallito (la storia si ripete!) a causa della pressione della destra curiale ma anche per il velleitarismo dei radicali che aveva portato all’assassinio del Primo Ministro del Papa Pellegrino Rossi.

Dopo il declinare delle fortune piemontesi le nazioni alleate della Restaurazione intervennero per ripristinare le antiche Istituzioni.

Ancora oggi c’è il detto “l’è tot un quarantott”.

Il Generale Franz di Wimpffen circondò la città e pose sulle alture, a cominciare da San Michele in Bosco, una serie di artiglierie. La rivolta del ’48 fu uno dei pochissimi episodi di protagonismo popolare nel Risorgimento. Anzi i buoni cittadini del “Terzo Stato”, cioè i borghesi, erano piuttosto preoccupati e di fatto rimasero tutti tappati in casa. I monumenti e le glorificazioni vennero molto tempo dopo.

L’assedio durò otto giorni, migliaia di soldati bivaccarono nell’antico convento di San Michele in Bosco, che si era appena riavuto dagli scempi causati dopo le soppressioni napoleoniche in cui il convento era stato scorticato e depredato di ogni bene artistico o utile per essere riciclato, come i marmi, si badi bene, non solo dai francesi ma dalla rampante borghesia cittadina che fece una prima scorpacciata dei beni ex-ecclesiastici.

Fu in quei giorni che i cannoni tuonarono dal piazzale e dai lai del convento. Il colpo che ferì San Salvatore partì dal colle di San Michele? I pareri sono discordi. Avrebbe certo potuto essere un proiettile in caduta poiché fu lesionato leggermente anche il tetto.

L’assedio durò otto giorni. Seguirono poi undici anni di potere pontificio. Gli ultimi. Il vecchio mondo era finito, e da San Michele era forse partita l’ultima cannonata.

Ultimi Articoli:
La pistola del cassiere del Rizzoli che sparò a Mussolini
XXXII Domenica Anno C
XXXI Domenica Anno C
SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI
XXX Domenica Anno C
XXIX Domenica Anno C
XXVIII Domenica Anno C
XXVII Domenica Anno C
XXVI Domenica Anno C
XXV Domenica Anno C