Una dispensa papale per la Duchessa Gonzaga

Quando l’11 Giugno 1624 Caterina Gonzaga, Duchessa di Mantova, varcò l’ingresso del Convento Olivetano di San Michele in Bosco e fu ricevuta dall’allora Abate Giacomo Bottigari, la sua venuta era stata preceduta da uno scambio di missive fra i monaci e il Papa regnante, Urbano VIII, affinché il Pontefice concedesse una deroga al divieto di ospitare donne nella clausura. In realtà questa disposizione che era stata emessa nel 1609 si applicava a parte dell’edificio, con esclusione della chiesa, con grande elasticità. Infatti nel convento vi erano molti collaboratori esterni fra cui non poche donne; tuttavia il rango della ospite suggerì ai frati un rigoroso ossequio alle disposizioni papali. Comunque la deroga arrivò puntuale prima dell’arrivo della Duchessa.
Ma chi era Caterina Gonzaga? La Duchessa, una Medici, era la moglie di Ferdinando Gonzaga che fu il penultimo duca, della linea diretta, della dinastia mantovana. Ferdinando era il secondogenito e, come quasi sempre si usava, aveva fatto la carriera ecclesiastica giungendo abbastanza presto al cardinalato. Accadde però che il fratello maggiore, il Duca Francesco, morisse senza eredi, per cui ottenuta la dispensa papale, per salvare la successione, Ferdinando tornò allo stato laicale e sposò Caterina, che era figlia di un altro Ferdinando, il Granduca di Toscana. Il matrimonio non fu felicissimo, poiché nei piani iniziali di Caterina c’era la scelta del monastero, comunque la Duchessa quando poteva, se ne sgattaiolava via, e quell’anno decise di passare da Bologna e fermarsi a San Michele in Bosco, luogo che le era stato più volte magnificato. E' curioso osservare che il padre della Duchessa, il Granduca Medici Ferdinando I, proveniva pure lui dal cardinalato, che poi aveva abbandonato, dopo la dispensa papale, all'improvvisa morte del fratello Francesco, non essendoci, anche in questo caso, altri eredi per il Granducato.
Come è noto però e come hanno dimostrato inoppugnabili indagini scientifiche sulle illustri salme, vi sono pochi dubbi che l’allora Cardinal Ferdinando abbia provveduto a eliminare con veleno sia il fratello che la di lui moglie, la famosa Bianca Cappello. Caterina si complimentò per come era tenuto il monastero che da pochi lustri si era ingrandito con il chiostro ottagonale e il chiostro detto delle stalle (quello della portineria monumentale). Dall’infelice unione non nacque alcun erede e alla morte del marito Caterina Gonzaga tornò velocemente nella sua Firenze dove, finalmente, prese l’abito monacale. Morì però poco dopo, nel 1629. A Ferdinando successe il fratello minore Vincenzo e, alla morte di lui, pure senza eredi, calò nella tomba la linea diretta dei Gonzaga di Mantova.

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