Paolo III Farnese a San Michele in Bosco

Paolo III Farnese a San Michele in Bosco

Le mosse per la nascita del Ducato farnesiano

La venuta del Papa Paolo III Farnese a San Michele in Bosco è celebrata da due lapidi, la prima nel chiostro di mezo e la seconda nel grande loggiato del primo piano. La prima volta il Pontefice giunse a Bologna il 28 settembre del 1541 e si trattenne fino al 2 ottobre. Dormì nel convento una sola notte; le altre presso nobili bolognesi come i Campeggi. La seconda volta il soggiorno sotto le Due Torri fu assai più lungo, dal 27 marzo al 10 giugno, e in questa occasione nella quasi totalità del tempo trascorso a Bologna Papa Farnese dimorò a San Michele in Bosco. Fra le mura del convento avvennero importanti incontri, come quello, nel secondo soggiorno, con l’ambasciatore veneziano, nel 1541 invece con il Duca Estense Ercole II. II Papa poi ebbe diversi colloqui con il figlio Pierluigi e anche con il giovane nipote Ottavio. Fino all’età moderna inoltrata, a parte il titolo cardinalizio che è un titolo laico, era prassi diffusa che gli ordini definitivi per divenire prete fossero presi in età anche avanzata. Accadeva così che spesso questi ecclesiastici avessero avuto quando erano allo stato laicale dei figli. Con il Concilio di Trento si iniziò un’era di superamento e di divieti a questa situazione. Tutti i soggiorni a San Michele in Bosco di Paolo III Farnese avvenivano sulle tappe dei vari incontri che ebbe con l’Imperatore Carlo V, a Lucca nel 1541 e a Busseto nel 1543. Paolo III fu un grande Papa, che iniziò il Concilio di Trento e creò le condizioni di una ripresa dell’evangelizzazione attraverso anche nuovi ordini religiosi come, fra gli altri, quello dei Gesuiti. Detto questo Papa Farnese fu figlio del suo tempo, del Rinascimento e soprattutto della convinzione che se la Chiesa non voleva fare la fine di una cappellania a servizio di qualche potere civile, fosse Re o Imperatore, doveva mantenere un proprio Stato territoriale e caso mai ampliarlo. Per questo trovò del tutto naturale trasformare un possedimento da secoli reclamato dalla Chiesa, Parma-Piacenza, in un ducato, nel quale mettere capo il figlio Pierluigi. La cosa riuscì nel 1545. In realtà Carlo V aveva acconsentito solo strumentalmente. Infatti due anni dopo il pnmo duca Pierluigi, figlio del Papa Farnese, fu assassinato da una congiura ordita dai nobili a Piacenza con la palese complicità di Ferrante Gonzaga governatore della Milano spagnola, cosa che certo Carlo V non poteva ignorare. Ma la decisa reazione del figlio Ottavio, serratosi a Parma dopo una guerra di due anni, e l’entrata in scena della Francia, salvò il Ducato che poi durò quasi due secoli. Papa Farnese ormai ottuagenario e malato, sopraffatto dalla tragedia, mori. Anche questa volta San Michele in Bosco si trovò nell’incrocio della storia.  

un ringraziamento all'autore Angelo Rambaldi