Clemente VIII a San Michele in Bosco

Clemente VIII a San Michele in Bosco

La frittata papale alla “presa” di Ferrara

Il 30 novembre 1598 il Papa Clemente VIII Aldobrandini giunse a San Michele in Bosco accolto trionfalmente dai monaci olivetani. Per la verità il Pontefice era salito al colle anche tre giorni prima. Il Pontefice si trattenne anche a pranzo; le cronache ci narrano di una tavola che avrebbe dovuto essere sontuosa e probabilmente lo fu, ma qui accadde un fatto abbastanza strano e mai del tutto spiegato. Clemente VIIIalla fine del desinare benedisse i convitati e poi volle pure andare a far visita alla cucina del Monastero e, a sorpresa, chiese che gli fosse fatta una frittata, che consumò sul posto. Qui il mistero s’infittisce e i cronisti non danno molte spiegazioni. Sembrando abbastanza improbabile che i monaci avessero preparato una tavola modesta, l’ipotesi più probabile è che il Papa un po’ annoiato dalla mensa raffinata, alla vista nella cucina di uova dall’aspetto invitante si sia invogliato a chiedere questo cibo semplice. Ma cosa ci faceva Clemente VIII a Bologna sul finire del 1598? Il Papa era decisissimo a chiudere una volta per tutte la partita di Ferrara, da oltre tre secoli era governata dagli Estensi: mentre gli altri possedimenti degli Este, a Modena e a Reggio Emilia, erano un dominio derivato da una investitura imperiale, Ferrara era un feudo ecclesiastico. All’epoca dell’ultimo Duca, Alfonso II, fu chiarito che il Ducato era trasmissibile solo in linea diretta e in mancanza di ciò doveva rientrare nella piena potestà della Chiesa. Successe però che Alfonso II non ebbe figli, nonostante ben tre matrimoni. In punto di morte, allora, il Duca nominò suo successore Cesare d’Este, Marchese di Montecchio, suo cugino che proveniva da un ramo collaterale che aveva origine, circa ottant’anni prima, dalla relazione avuta da Alfonso I con Laura Dianti, relazione nata dopo la morte della moglie Lucrezia Borgia. Gli Este sostennero sempre che Alfonso I avrebbe sposato la Dianti in articulo mortis, legittimandone così la discendenza, ma mai fu trovato un documento che lo attestasse. L’esercito pontificio e alleati si apprestò a marciare su Ferrara. Erano finiti i tempi della potenza estense, vistosi perduto e abbandonato dagli alleati e avuta l’investitura imperiale per Modena e Reggio, Cesare d’Este, in una piovosa notte del gennaio 1598 abbandonò Ferrara, città a cui la sua dinastia aveva dato gloria e bellezza, seguito dai fedelissimi, e anche da una cospicua parte della comunità ebraica di cui gli Este erano e furono sempre protettori e si diresse a Modena nuova Capitale del Ducato. Anche questa volta San Michele in Bosco fu la “quinta” di una svolta nella storia!  

un ringraziamento all'autore: Angelo Rambaldi